Non siamo costruiti per essere frugali, perché millenni di ambienti di vita ostili hanno plasmato un uomo proiettato all'accaparrare risorse, soprattutto dalla natura. Di frugalità si parla però in tempi di crisi, quasi fosse un eufemismo per non parlare di povertà. Ma per Paolo Legrenzi diventare frugali è una scelta, non una costrizione.
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E la sfida è affrontarla come una scelta a priori, non come un rifiuto di una vita ricca e consumistica. Questa scelta dipende dalla consapevolezza che non possiamo continuare a consumare noi stessi e il mondo che ci circonda con i ritmi degli ultimi decenni. Essere frugali non vuol dire ritorno al passato, puntando sulla decrescita economica. Al contrario, proiettarsi nel futuro facendo i giusti investimenti (ambiente, educazione, ricerca, arte, scienza). È una conquista e una forma di educazione.