Anno Domini 1490: una donna torna a Urbino dopo tanti anni per chiudere un conto col passato. E il passato ha un nome: Oddantonio da Montefeltro. La Corte dei Complotti mette in luce la breve vita di un ragazzino che ebbe l’onore di essere il primo duca di Urbino. Ma il suo governo durò appena un anno: lo spargimento di sangue che ne segnò l’epilogo è uno degli intrighi più famosi del Quattrocento.
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Eppure la sua vita fu densissima di avvenimenti, attraversata da rapporti politici, vicende amorose, delusioni cocenti e immense soddisfazioni, intrighi e sotterfugi. La strada di Oddantonio si intrecciò con quella di sovrani, papi, artisti, santi, imperatori e poeti, tra luoghi perduti e città tuttora simbolo di quell’epoca. Il romanzo cattura dalla prima all’ultima pagina, svelando i travagliati rapporti del duca con il padre Guidantonio, il fratellastro Federico, gli amici-nemici Malatesta e le donne che costellarono la sua vita. A fare da sfondo al tutto, epiche battaglie, fastose cerimonie, banchetti luculliani. Sembra troppo, per non essere inventato. E invece è tutto vero.