Leigh Botts ha undici anni e sta attraversando un periodo difficile. I suoi genitori hanno divorziato e lui si è da poco trasferito con la madre in una cittadina desolata della California centrale, dove frequenta una nuova scuola e non ha amici.
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Quasi per caso Leigh inizia a scrivere delle brevi lettere a Boyd Henshaw, autore di Come far felice un cane, un libro che lo ha appassionato sin dalle elementari e che rilegge in continuazione. Nonostante la sua indole schiva, nei messaggi che manda a Mr. Henshaw, il ragazzo si dimostra spigliato e brillante, instaurando con lo scrittore un rapporto di penna vivace e appassionante. E soprattutto finisce per rivelare molto di sé e di quello che prova, con grande sincerità e naturalezza. La narrazione in prima persona, sotto forma di lettere e successivamente di diario, sempre raccontata dal punto di vista di Leigh, così originale e suggestiva, consente di immergersi nel flusso emotivo del giovane protagonista e di comprendere a fondo il suo tumulto interiore: la paura di crescere senza un papà accanto, l’insicurezza dettata dalla solitudine, le difficoltà economiche della mamma… Ma la scrittura si rivela per lui un mezzo magico e prezioso per riflettere sulla propria vita e per coltivare il suo talento: un vero e proprio motore per il cambiamento, una spinta a guardare avanti con speranza.